Quando iniziate a cercare dove dormire in Giappone vi accorgerete che le possibilità non si limitano al classico hotel. Troverete capsule hotel, ryokan, minshuku, machiya e persino templi buddhisti in cui pernottare. Alcuni sono semplicemente alloggi, altri possono diventare parte dell’esperienza del viaggio.
Analizziamoli nel dettaglio.
Hotel: la soluzione più semplice
Oltre ai grandi alberghi internazionali, in Giappone sono diffusissimi i business hotel, strutture semplici e pratiche, pensate originariamente per chi viaggia per lavoro ma comodissime anche per i turisti.
Catene come APA Hotel, Toyoko Inn, Via Inn e Dormy Inn hanno strutture in moltissime città, spesso vicino alle stazioni ferroviarie, e offrono generalmente tutto il necessario: bagno privato, Wi-Fi, aria condizionata, frigorifero e spesso lavanderia a gettoni.
Il compromesso? Le camere possono essere molto piccole. Aprire contemporaneamente due valigie potrebbe trasformarsi in un problema di geometria, ma gli spazi sono generalmente organizzati molto bene.
Alcuni hotel dispongono anche di grandi bagni comuni o onsen, quindi controllate sempre i servizi della struttura prima di prenotare.
Ostelli e capsule hotel
Gli ostelli funzionano più o meno come nel resto del mondo: camere condivise o private, spazi comuni e un’atmosfera più sociale. Sono una buona soluzione soprattutto se viaggiate da soli o volete contenere i costi.
I capsule hotel, invece, sono una particolarità decisamente più giapponese. Al posto di una vera stanza avrete una capsula individuale in cui dormire, mentre bagni, docce e altri servizi sono condivisi. Per i bagagli più grandi sono generalmente disponibili armadietti o spazi dedicati.
Molti capsule hotel moderni sono comunque più confortevoli di quanto possa sembrare, con prese, illuminazione e piccoli ripiani all’interno della capsula.
Provarne uno per una notte può essere un’esperienza divertente. Dormirci per due settimane potrebbe invece farvi rivalutare improvvisamente il concetto di spazio personale.
Ryokan: dormire nel Giappone tradizionale
I ryokan (旅館) sono locande tradizionali giapponesi, con tatami, futon, porte scorrevoli e spesso yukata — una tradizionale veste leggera giapponese — a disposizione degli ospiti.
L’esperienza non riguarda però soltanto la camera. Molti includono cena e colazione tradizionali e, nelle strutture di livello più alto, potreste provare una vera cena kaiseki, composta da diverse piccole portate preparate anche in base alla stagione.
Nelle località termali è inoltre molto comune trovare ryokan dotati di onsen, talvolta anche privati direttamente in camera.
Attenzione però: ryokan e onsen non sono sinonimi. Non tutti i ryokan hanno un onsen e, allo stesso tempo, anche un normale hotel moderno può averne uno.
Più che come semplice posto in cui dormire, considerate quindi il ryokan come un’esperienza da inserire nel viaggio. Anche una sola notte in una bella struttura, magari durante una tappa in una località termale, può valere la pena.
Minshuku: la pensione giapponese
Meno conosciuti dei ryokan sono i minshuku (民宿), piccole strutture a conduzione familiare che possiamo paragonare a una pensione o a un B&B.
Sono generalmente più semplici e informali dei ryokan e si trovano soprattutto nelle zone rurali, sulle isole e nei piccoli centri. Anche qui potreste trovare camere con tatami e futon e, a seconda della struttura, avere inclusi colazione o cena preparati direttamente dai proprietari.
Se il vostro itinerario esce dalle classiche Tokyo, Kyoto e Osaka, è un termine che vale la pena conoscere.
Machiya: dormire in una casa tradizionale
Le machiya (町家) sono tradizionali case urbane in legno, particolarmente associate a Kyoto, dove molte sono state restaurate e trasformate in guesthouse o alloggi turistici.
In alcuni casi, invece di prenotare semplicemente una camera, potrete avere a disposizione un’intera casa giapponese, con tatami, porte scorrevoli e magari un piccolo cortile o giardino interno.
Sono una soluzione particolarmente interessante se viaggiate in coppia o in gruppo e volete provare qualcosa di più caratteristico rispetto a un normale hotel.
E “tradizionale” non significa necessariamente rinunciare alle comodità: molte machiya restaurate dispongono di bagni moderni, aria condizionata, cucina e Wi-Fi.
In pratica, potete vivere il vostro momento da film ambientato a Kyoto senza necessariamente rinunciare a Internet.
Shukubō: dormire in un tempio buddhista
Gli shukubō (宿坊) sono alloggi all’interno o collegati a templi buddhisti che accolgono anche pellegrini e viaggiatori.
Uno dei luoghi più famosi per provare questa esperienza è Kōyasan, dove numerosi templi permettono di pernottare in camere tradizionali con tatami e futon.
Il soggiorno può includere la shōjin ryōri, la cucina buddhista tradizionalmente vegetariana, e in alcune strutture gli ospiti possono partecipare alle preghiere o pratiche religiose del mattino.
E no, “dormire con i monaci” non significa che troverete un monaco buddhista nel letto a castello sopra al vostro. Significa pernottare nella struttura del tempio, rispettandone ritmi e regole.
Se volete inserire qualcosa di completamente diverso nel vostro itinerario, una notte in uno shukubō può diventare una delle esperienze più particolari del viaggio.




