Prima di partire per il Giappone probabilmente vi imbatterete in una quantità preoccupante di video sulle cose che “NON DOVETE ASSOLUTAMENTE FARE IN GIAPPONE”.
Non parlate. Non mangiate. Non camminate. A un certo punto inizierete a chiedervi se sia consentito respirare.
La realtà è molto meno drammatica. Il Giappone ha sicuramente norme sociali diverse dalle nostre, ma bisogna distinguere tra regole vere, buone maniere e falsi miti trasformati da Internet in leggi dello Stato.
Devo davvero fare la fila per tutto?
Più o meno sì. In Giappone le file vengono prese molto seriamente: ristoranti, attrazioni, negozi e mezzi pubblici. Se c’è una fila, individuate la fine e mettetevi lì. Creare una vostra fila parallela creativa non è un’opzione.
Questo vale soprattutto per i posti diventati famosi sui social, dove potreste trovare code enormi. Ma non interpretate l’assenza di una fila come un segnale che un posto non sia buono: se davanti a un ristorante ci sono 70 persone e quello accanto è vuoto, almeno date un’occhiata al menu del secondo.
Devo fare la fila anche per prendere la metro?
Assolutamente sì. Sulle banchine troverete indicazioni a terra che mostrano dove aspettare. Lasciate prima scendere chi è a bordo e poi salite seguendo la fila.
La parte divertente è capire quale fila fare, perché sullo stesso binario possono passare treni diversi e le porte possono fermarsi in posizioni differenti.
Ed è qui che inizia il videogame: guardate il simbolo o il colore indicato sul tabellone — per esempio un cerchio o un triangolo — cercate lo stesso simbolo sul pavimento e mettetevi in fila lì.
A meno che non sappiate leggere il giapponese. In quel caso avete chiaramente sbloccato la modalità facile.
Se siete completamente persi, chiedete a un addetto della stazione, un ekiin (駅員), e mostrategli il treno che dovete prendere.
Posso parlare sui mezzi pubblici?
Sì, ma abbassate il volume. Parecchio.
Sui mezzi pubblici giapponesi si tende a parlare piano e le telefonate sono generalmente considerate inappropriate su treni e metropolitane.
Per noi italiani potrebbe essere necessario un piccolo adattamento: la conversazione che in Italia considerate perfettamente normale potrebbe improvvisamente trasformarvi nella principale fonte sonora dell’intero vagone.
Posso mangiare e bere su metro e treni?
Dipende dal treno.
Su metropolitane, bus e normali treni urbani mangiare è generalmente considerato poco appropriato. Sui treni a lunga percorrenza, invece, è normalissimo: sullo Shinkansen potete tranquillamente mangiare al vostro posto, tanto che nelle stazioni vengono venduti gli ekiben proprio per questo.
Metro affollata a Tokyo con ramen da asporto: no.
Shinkansen Tokyo–Kyoto con ekiben: sì.
Posso mangiare e bere mentre cammino?
Sì. Non è illegale.
Quello del “in Giappone è vietato mangiare e bere per strada” è uno dei falsi miti più diffusi. Possono esserci regole specifiche in alcune strade o mercati, ma non esiste un divieto generale.
È vero però che culturalmente molti giapponesi preferiscono fermarsi per mangiare e bere, soprattutto con street food e snack. Quindi usate un po’ di buon senso e osservate il contesto.
Bere una bottiglia d’acqua camminando per Tokyo, comunque, non farà arrivare la polizia a portarvi via.
È vero che in Giappone non esistono i cestini?
Sì e no.
Per strada ce ne sono molti meno rispetto all’Italia, ma li troverete spesso nei konbini, nelle stazioni, nei centri commerciali e vicino alle vending machine, soprattutto per bottiglie e lattine.
Se non sapete dove buttare qualcosa potete chiedere “gomibako?” (ゴミ箱), cioè “cestino”, mostrando quello che avete in mano.
Fate inoltre attenzione alla raccolta differenziata, perché i cestini sono spesso divisi per tipologia di rifiuto.
Posso fumare per strada?
Non dove volete.
In molte città, soprattutto nelle zone più frequentate, fumare per strada è vietato al di fuori delle apposite smoking area e possono esserci sanzioni.
Le smoking area sono piuttosto comuni in stazioni, centri commerciali e hotel. Negli hotel è invece sempre meno scontato trovare vere e proprie camere fumatori.
Anche con la sigaretta elettronica controllate la segnaletica e non fate affidamento sulla presenza di un’area fumatori a bordo dei treni.
La strategia italiana del “mi metto un po’ di lato così non do fastidio a nessuno” qui non funziona.
Devo salutare quando entro in un negozio?
Non necessariamente.
Da italiani siamo abituati a entrare dicendo automaticamente “buongiorno”. In Giappone sentirete invece spesso il personale dirvi “irasshaimase” (いらっしゃいませ), cioè “benvenuti”.
Non dovete rispondere: un piccolo cenno con la testa è sufficiente.
Lo stesso gesto può accompagnare un ringraziamento o delle scuse. Anche il contatto visivo tende a essere meno insistente rispetto all’Italia: non è vietato guardare qualcuno negli occhi, semplicemente evitate di fissarlo.
Sentite irasshaimase, fate un cenno con la testa e la missione sociale può considerarsi completata.
Devo togliermi le scarpe?
Dipende da dove siete.
È normale farlo nelle case, nei ryokan e in alcuni ristoranti, templi e spazi tradizionali, soprattutto in presenza del tatami.
Un posto meno intuitivo sono i camerini dei negozi di abbigliamento: in molti vi verrà chiesto di lasciare le scarpe fuori prima di entrare.
In genere troverete un dislivello, una scarpiera, delle ciabatte o indicazioni che rendono abbastanza evidente cosa fare. Una regola però è semplice: sul tatami non si cammina con le scarpe.
E attenzione alle ciabatte del bagno: sono riservate alla toilette e vanno lasciate lì quando uscite.
Presentarsi a colazione nel ryokan con ancora addosso le ciabatte del bagno probabilmente non era il tipo di immersione culturale che avevate programmato.
Posso soffiarmi il naso in pubblico?
Sì.
Non è vietato, anche se farlo rumorosamente in mezzo alle persone può essere considerato poco elegante. Noterete invece che tirare leggermente su con il naso è molto più tollerato rispetto all’Italia.
Quindi potete soffiarvi il naso. Magari evitate semplicemente l’assolo di tromba nel vagone silenzioso della metro.
Devo lasciare la mancia?
No, normalmente no.
In Giappone la mancia non fa parte della cultura del servizio. Al ristorante, in taxi e nella maggior parte degli hotel pagate semplicemente il prezzo richiesto.
Lasciare delle monete sul tavolo potrebbe persino creare confusione: qualcuno potrebbe pensare che le abbiate dimenticate e cercare di restituirvele.
Per una volta il conto dice 2.000 yen e voi pagate davvero 2.000 yen.




