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La storia dei konbini: da invenzione americana a simbolo del Giappone

Interno di un konbini in Giappone, con scaffali pieni di snack, bevande e prodotti di uso quotidiano, frigoriferi sullo sfondo e casse per alimenti surgelati al centro.

Da invenzione americana a simbolo del Giappone: ecco come sono nati e si sono evoluti i konbini, fino a trasformarsi nei moderni 7-Eleven, FamilyMart e Lawson che conosciamo oggi.

Se siete stati in Giappone, probabilmente siete entrati in un konbini (コンビニ) almeno una volta al giorno.

7-Eleven, FamilyMart, Lawson: oggi sembrano una parte inseparabile della cultura giapponese. Eppure, il convenience store non nasce in Giappone, ma negli Stati Uniti.

Tutto comincia in America

Il modello nasce negli Stati Uniti negli anni Venti e viene reso famoso da 7-Eleven, catena chiamata così perché i suoi negozi rimanevano aperti dalle 7 del mattino alle 11 di sera, un orario decisamente insolito per l'epoca.

Negli anni Settanta il gruppo giapponese Ito-Yokado decise di importare quel modello e nel 1974 aprì a Tokyo il primo 7-Eleven del Giappone.

Il problema?

I giapponesi non sono americani.

La svolta: rendere il konbini giapponese

I negozi iniziarono quindi ad adattarsi alle abitudini locali, introducendo sempre più cibi tipicamente giapponesi:

bento, oden, nikuman e soprattutto onigiri.

Oggi ci sembra normalissimo comprare un onigiri al konbini, ma all'epoca era considerato principalmente un cibo da preparare in casa.

Nel 1978, 7-Eleven iniziò a venderli confezionati, introducendo anche il sistema che separa il nori dal riso fino al momento dell'apertura, così da mantenerlo croccante.

Quello che era nato come copia di un convenience store americano iniziò così a diventare qualcosa di completamente diverso.

Molto più di un minimarket

Nel tempo i konbini hanno continuato ad adattarsi alla vita quotidiana giapponese.

Oltre a comprare cibo e bevande, oggi è possibile prelevare denaro, pagare bollette, stampare documenti, spedire e ritirare pacchi, comprare biglietti e molto altro.

Ed è proprio questo il punto: i konbini non sono diventati famosi grazie ai turisti.

Sono prima di tutto un servizio utilizzato quotidianamente dai giapponesi.

7-Eleven, FamilyMart e Lawson

Le tre grandi catene che incontrerete praticamente ovunque sono:

7-Eleven, che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del konbini moderno, FamilyMart, nata direttamente in Giappone negli anni Settanta e Lawson, altra enorme catena presente in tutto il Paese.

Ognuna ha i propri prodotti esclusivi e, naturalmente, i propri fan pronti a discutere su chi abbia gli onigiri, i dolci o il pollo fritto migliore.

La cosa curiosa è che il Giappone non ha inventato il convenience store.

Ha fatto qualcosa di forse ancora più interessante: ha preso un'idea americana, l'ha adattata completamente alle proprie abitudini e l'ha trasformata in uno dei simboli più riconoscibili della vita quotidiana giapponese.