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Perché in Giappone non ci sono cestini per la spazzatura?

cestini spazzatura in giappone

In Giappone i cestini per strada non esistono quasi più, eppure le città sono tra le più pulite al mondo. Scopriamo i motivi storici e culturali dietro questa scelta, i trucchi per non trovarsi in difficoltà durante un viaggio e le ultime novità hi-tech introdotte per gestire il boom di turisti.

Scritto da Florin Cotovanu

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Se state pianificando un viaggio in Giappone, la primissima cosa a cui farete caso appena messi piede fuori dalla stazione è che per strada non c'è l'ombra di un cestino per la spazzatura. Iniziate a camminare stringendo in mano la lattina del tè o la carta di uno snack, vi guardate intorno con la disperazione negli occhi sperando di scorgere un bidone, ma niente. Zero assoluto. E a quel punto vi viene spontaneo pensare: come fa un Paese così pulito, famoso in tutto il mondo per l'ordine, a non avere bidoni pubblici?

La risposta non c'entra niente con il design urbano o la pigrizia, ma affonda le radici nella storia, nella cultura e in una serie di regole di convivenza che non ammettono sgarri.

I motivi principali

  • Sicurezza antiterrorismo: Il motivo principale risale al 20 marzo 1995. Quel giorno, una setta religiosa compì il famigerato attentato con il gas sarin nella metropolitana di Tokyo, un evento tragico che sconvolse il Paese. Per blindare le stazioni e i luoghi pubblici e fare in modo che nessuno potesse nascondere ordigni o pacchi bomba nei punti ciechi, le autorità decisero di rimuovere quasi tutti i cestini. Una misura drastica che, a distanza di anni, è rimasta praticamente invariata: la sicurezza antiterrorismo viene prima di tutto.
  • Senso di responsabilità personale: In Giappone vi insegneranno fin da piccoli che lo spazio pubblico è un'estensione di casa vostra. La regola d'oro è che la spazzatura che producete è affar vostro dall'inizio alla fine. Nessun giapponese si sognerebbe di pretendere che sia qualcun altro a ripulire dopo di lui. Il trucco che vi salverà la vita è infilare sempre nello zaino o nella borsa una bustina di plastica pulita, che diventerà il vostro cestino portatile personale. Ci buttate dentro lo scontrino o l'involucro dello snack, chiudete tutto per bene e ve la portate in giro finché non rientrate in hotel.
  • Prevenzione del degrado: Esiste un altro motivo legato al decoro urbano, una specie di versione nipponica della teoria delle finestre rotte. Se metti un bidone per strada, nel giro di dieci minuti qualcuno ci ammucchierà sopra altra roba alla rinfusa, trasformandolo in una discarica abusiva. Togliendo il bidone alla fonte, elimini la tentazione. Senza un punto di accumulo facile, nessuno si azzarda a sporcare per terra.
  • Controllo dei rifiuti domestici: In Giappone la raccolta differenziata è una scienza esatta e pagare la tassa sui rifiuti è una cosa seria. Se lasciassero i cestini liberi in giro, la gente ne approfitterebbe per scaricare i sacchetti di casa e non pagare le tasse locali. Zero bidoni pubblici, zero problemi di furbetti.

Dove buttare allora la spazzatura?

Se vi viene sete o comprate qualcosa al volo, non disperate: ci sono dei posti strategici che diventeranno i vostri migliori amici durante il viaggio.

  1. Hotel: È il posto più comodo in assoluto. Nella vostra camera troverete sempre un cestino per i rifiuti leggeri, e nelle aree comuni ci sono postazioni complete per la raccolta differenziata dove svuotare la bustina che vi siete portati nello zaino tutto il giorno.
  2. Convenience store (kombini): Subito fuori dalle porte scorrevoli o appena entrati in negozi come Seven-Eleven, Lawson o FamilyMart troverete postazioni di raccolta differenziata ben organizzate per buttare bicchieri di carta, contenitori del bento o bottiglie.
  3. Distributori automatici di bevande (jidohanbaiki): Li trovate letteralmente a ogni angolo di strada. Accanto alla maggior parte di queste macchinette c'è un piccolo contenitore metallico, ma fate attenzione: serve ed è riservato esclusivamente alle bottiglie di plastica e alle lattine che avete appena comprato e bevuto lì vicino. Non infilateci dentro fazzoletti o carta.
  4. Stazioni ferroviarie: Nelle stazioni più grandi, specialmente vicino ai binari o nei pressi dei tornelli d'accesso, ci sono isole ecologiche presidiate divise per categoria di rifiuto.
  5. Aree ristoro dei centri commerciali: Se mangiate nei piani dedicati al cibo (depachika) o nelle food court dei grandi magazzini, troverete sempre isole ecologiche dove sparecchiare e buttare i resti del pasto.

Cosa sta cambiando? Le novità più recenti tra hi-tech e nuove leggi

Negli ultimi tempi l'enorme afflusso di turisti internazionali ha messo a dura prova questo sistema impeccabile. Non tutti i viaggiatori conoscono le regole non scritte del Giappone e la spazzatura abbandonata nei quartieri più gettonati ha spinto le città a correre ai ripari con soluzioni decisamente "japan style":

  • I cestini intelligenti "SmaGO": In zone ad altissimo traffico turistico come Dotonbori a Osaka, la foresta di bambù di Arashiyama a Kyoto o la via dello shopping di Omotesando a Tokyo, sono comparsi i primi smart bin alimentati a energia solare. Questi cestini compattano automaticamente la spazzatura al loro interno e avvisano gli operatori tramite sensori quando sono quasi pieni, evitando gli strabordamenti.
  • Robot spazzini nelle stazioni: In grandi snodi come la stazione di Shinjuku a Tokyo sono partiti gli esperimenti con robot mobili. Piccoli mezzi autonomi girano tra i passeggeri permettendo di gettare i rifiuti al loro interno mentre passeggiano.
  • Controlli più rigidi a Shibuya e Akihabara: Quartieri simbolo della capitale come Shibuya e Akihabara stanno introducendo nuove norme per obbligare i locali che vendono cibo da asporto a installare cestini dedicati all'esterno, applicando sanzioni per chi sporca e per i negozianti non in regola.

Vivere il Giappone senza cestini vi costringe a un piccolo reset mentale, ma vi accorgerete che le strade sono linde non perché ci sia un esercito di spazzini che pulisce ogni due secondi, ma perché ognuno si porta educatamente la propria spazzatura nello zaino, dimostrando un rispetto pazzesco per la comunità.

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