Se state organizzando il vostro primo viaggio in Giappone, sicuramente avrete già riempito il vostro itinerario di templi e santuari. Fushimi Inari, Kiyomizu-dera, Meiji Jingū, Tōdai-ji… dopo un po' potreste iniziare a chiedervi: ma che differenza c'è esattamente tra un tempio e un santuario?
Per capirlo bisogna partire dalle due principali tradizioni religiose del Giappone: lo Shinto e il Buddhismo.
Lo Shinto (神道) è la religione autoctona del Giappone ed è legato al culto dei kami, divinità o presenze spirituali associate anche alla natura, ai luoghi e agli antenati. I suoi luoghi di culto sono i santuari shintoisti.
Il Buddhismo, invece, arrivò in Giappone dal continente asiatico e si sviluppò nel Paese attraverso diverse scuole e tradizioni. I suoi luoghi di culto sono i templi buddhisti.
Per secoli Shinto e Buddhismo hanno convissuto e si sono influenzati reciprocamente, tanto che ancora oggi molti giapponesi partecipano a rituali e tradizioni di entrambe le religioni.
E poi ci sono luoghi in cui la spiritualità va oltre il singolo edificio: montagne, foreste, isole e intere località considerate sacre.
Vediamo quindi come riconoscere tutto questo durante il vostro viaggio.
Santuari shintoisti: cercate il torii

I santuari shintoisti, chiamati generalmente jinja (神社), sono dedicati ai kami.
Il modo più semplice per riconoscerli è cercare un torii (鳥居), il caratteristico portale che segna simbolicamente l'ingresso in uno spazio sacro. Può essere una piccola struttura in legno oppure qualcosa di decisamente più scenografico, come il gigantesco torii che emerge dall'acqua davanti a Miyajima.
Prima di avvicinarvi al santuario potreste trovare anche una fontana chiamata temizuya o chōzuya, utilizzata per la purificazione di mani e bocca.
All'interno troverete spesso gli ema, piccole tavolette di legno sulle quali scrivere desideri e preghiere, e gli omikuji, foglietti che predicono la vostra fortuna.
Anche il modo di pregare è caratteristico: generalmente si fanno due inchini, due battiti di mani e un ultimo inchino. Esistono però delle eccezioni, quindi nel dubbio potete semplicemente osservare cosa fanno gli altri.
Tra i santuari più famosi ci sono Fushimi Inari Taisha a Kyoto, Meiji Jingū a Tokyo e Itsukushima Jinja a Miyajima.
Templi buddhisti: Buddha, incenso e pagode

I templi buddhisti sono invece luoghi di culto appartenenti alle diverse scuole del Buddhismo giapponese.
Qui troverete spesso statue del Buddha e di altre figure buddhiste, incenso, grandi porte, pagode e talvolta cimiteri.
Anche il nome può darvi un indizio: molti templi terminano in -ji (寺) o -dera, due letture dello stesso carattere che significa tempio. Pensate al Tōdai-ji di Nara o al Kiyomizu-dera di Kyoto.
Anche il modo di pregare cambia: nei templi buddhisti normalmente non si battono le mani, ma ci si raccoglie davanti all'altare unendo le mani.
Quando è un intero luogo a essere sacro
Ed è qui che le cose diventano ancora più interessanti. In Giappone la spiritualità non è necessariamente confinata all'interno di un edificio: montagne, foreste e isole possono avere esse stesse un significato religioso.
Miyajima

L'isola di Itsukushima, conosciuta soprattutto come Miyajima, è stata considerata sacra per secoli ed è oggi famosa soprattutto per Itsukushima Jinja e il gigantesco torii che sembra galleggiare sull'acqua durante l'alta marea.
Il santuario è costruito sul mare e la sacralità dell'isola ha influenzato profondamente la sua storia. Qui, quindi, non state semplicemente visitando un santuario: è l'isola stessa a far parte del paesaggio sacro.
Monte Kōya

Kōyasan, sul Monte Kōya, è uno dei centri più importanti del Buddhismo Shingon, fondato in Giappone dal monaco Kūkai, conosciuto anche come Kōbō Daishi.
Qui troverete numerosi templi e soprattutto Okunoin, con il suo enorme cimitero immerso nella foresta.
È anche uno dei luoghi più famosi per provare uno shukubō, ovvero trascorrere una notte all'interno di un tempio buddhista e, a seconda della struttura, partecipare alle pratiche religiose del mattino.
Nara: dove Shinto e Buddhismo convivono

Nara è un caso un po' diverso. Non è una città sacra nello stesso senso di Miyajima o Kōyasan, ma è stata una delle capitali storiche del Giappone e ospita alcuni dei luoghi religiosi più importanti del Paese.
Qui potete passare dal gigantesco Buddha del Tōdai-ji al santuario shintoista Kasuga Taisha semplicemente attraversando il parco.
E anche i famosi cervi di Nara hanno un legame con la religione: secondo la tradizione di Kasuga, una divinità sarebbe arrivata nella zona cavalcando un cervo bianco e gli animali vennero quindi considerati messaggeri dei kami.
Quindi sì, potete comprare loro i famosi cracker. Questo non significa però che abbiano intenzione di rispettare il vostro spazio personale.
Il Monte Fuji: non è soltanto una bella montagna

Il Monte Fuji non è semplicemente il simbolo del Giappone e lo sfondo che sperate disperatamente non sia coperto dalle nuvole quando finalmente ve lo trovate davanti.
Per secoli è stato oggetto di culto e pellegrinaggio, e intorno alla montagna si sono sviluppati santuari e percorsi religiosi. La sua importanza spirituale è anche parte del motivo per cui il Fuji è riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio culturale dell'umanità, e non semplicemente come patrimonio naturale.
Nel dubbio, guardate Google Maps
Se dopo tutto questo continuate a non capire se avete davanti un tempio o un santuario, Google Maps può venirvi in soccorso.
Sulle mappe in Giappone potreste riconoscere i santuari shintoisti dal simbolo del torii ⛩️, mentre per i templi buddhisti potreste incontrare il manji (卍), un antico simbolo religioso utilizzato nel Buddhismo da secoli e che non va confuso con la simbologia nazista.
In ogni caso, ricordate la distinzione fondamentale: santuario = Shinto e kami; tempio = Buddhismo.
E se ancora non siete sicuri, aprite Maps. Non c'è nessun esame alla fine del viaggio.




